La BCE pensa di digitalizzare l’EURO

BORSA E FINANZA

La Cina lo ha già fatto e si accinge a rilasciare una versione informatica dello yuan, mentre la Federal Reserve negli Stati Uniti studia le potenzialità di un dollaro totalmente elettronico.

La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato il progetto di ricerca di una versione digitale dell’Euro, e dal forum tenutosi qualche giorno fa ha già presentato i piani di sviluppo e le idee strutturali che ruotano attorno alla versione immateriale della valuta del vecchio continente.

La BCE e l’Euro digitale

Sentiamo continuamente parlare di banche di tutto il mondo che cercano di digitalizzare le monete fiat. La Cina lo ha già fatto e si accinge a rilasciare una versione informatica dello yuan, mentre la Federal Reserve negli Stati Uniti studia le potenzialità di un dollaro totalmente elettronico.

All’evento annuale della BCE che si è svolto di recente e al quale hanno partecipato (in smart working) molti dei maggiori esperti finanziari, tra cui Jerome Powell al timone della Fed e Andrew Bailey governatore della Banca d’Inghilterra, uno dei principali argomenti trattati è stato la digitalizzazione. Nel vertice è emersa l’intenzione di conoscere come stia avanzando il cammino verso un’emissione centralizzata di moneta senza corrispondente fisico, in modo da poter valutare quale impatto possa avere sull’attività futura delle banche.

Richard Paulsen, CEO Arcane Media and Research a Oslo, Norvegia, ha commentato in un’ intervista:

Le valute digitali delle banche centrali saranno un fatto positivo per Bitcoin… La struttura di una CBDC nei mercati retail sarà sicuramente sotto forma di token. Ciò significa anche che, per funzionare come metodo di pagamento, le soluzioni devono passare dall’odierno mondo analogico ad uno veramente digitale. Questo renderà molto più facile per l’e-commerce passare da CBDC a Bitcoin per ogni singola transazione

Se per un verso si può sostenere che le Central Bank Digital Currency (CBDC), meglio note come valute virtuali delle banche centrali, sono improvvisamente di moda, dall’altro i fondamentali che si annidano al loro interno deviano molto dagli ideali di Bitcoin e delle Altcoin, pensate per spostare il potere dalle banche e restituirlo ai consumatori e ai singoli utenti dell’era digitale. In effetti, tutti coloro i quali non possono accedere a strumenti e prodotti centralizzati in un futuro non troppo lontano potrebbero essere finanziati dalle criptovalute.

E’ evidente infatti, che l’idea di una moneta emessa e controllata dagli istituti centrali stride fortemente con l’etica di base che ha introdotto le scienze crittografiche sui valori di scambio e le cripto nei mercati finanziari. Tuttavia, le CBDC sono cresciute come popolarità dopo la pandemia da COVID-19 che ha richiesto di intervenire per sostenere le economie mediante l’incremento di base monetaria.

Le CBDC possono funzionare

In tanti sono ora curiosi di vedere come questi asset potranno contribuire ad una sottovalutazione delle misure di stimolo tradizionali e Keld van Schreven, CEO e co-fondatore della società di investimento digitale KR1, ha dichiarato:

La devastazione economica da COVID-19 e il crollo dei vecchi sistemi ha provocato un rapido monitoraggio di qualsiasi tecnologia innovativa che possa favorire la crescita del PIL, e le monete digitali e le stablecoin si inseriscono perfettamente in questo contesto

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