Patrimoniale sulla casa in arrivo nella legge di Bilancio

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Un emendamento di due parlamentari Pd e Leu prevede una tassa per i patrimoni sopra i 500mila euro. No dei rappresentanti dei proprietari immobiliari.

La polemica è servita. La legge di Bilancio 2021 prevede un emendamento firmato da due parlamentari di Pd e Leu che potrebbe portare dritto dritto verso una nuova patrimoniale sulla casa. L’imposta colpirebbe chi ha un patrimonio sopra i 500mila euro e sarebbe progressiva in base al valore della ricchezza posseduta. Tuttavia, c’è da precisare che nei 500mila euro rientrano anche gli immobili posseduti da persone fisiche e giuridiche, inclusa la prima casa sulla quale oggi non si paga la patrimoniale già esistente, cioè l’Imu.

Quindi, tra la casa di proprietà, i risparmi e tutto il resto, arrivare a mezzo milione di euro non è, poi, così difficile per il ceto medio. Questi contribuenti si troverebbero a pagare una tassa tra lo 0,5% e il 2% a seconda del valore del proprio patrimonio. Cosa che non va giù alle associazioni del Coordinamento Unitario dei Proprietari immobiliari, considerato che – secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate – oltre 19 milioni di famiglie italiane su un totale di quasi 26 milioni già riempiono le casse dello Stato con patrimoniali come l’Imu o le imposte di bollo.

«Non è ammissibile – dicono le associazioni – che il Governo ed il Parlamento si accaniscano su una collettività che paga regolarmente le tasse, che favorisce l’equilibrio sociale e a cui, se lavoratori dipendenti o autonomi, lo Stato rattiene scaglioni di aliquote. I proprietari di case nel rispetto delle varie forme consentite dalla legge potrebbero mettere in atto forme di resistenza passiva nei confronti di imposte anticostituzionali, ingiuste e discriminatorie tra categorie di cittadini. C’è poi – continuano i rappresentanti dei proprietari immobiliari – un’altra arma democratica e civile che i proprietari di case potrebbero adottare: quella della scelta selezionata dei rappresentanti nel Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni. In sostanza di non votare i fautori di progetti dannosi economicamente per quanti hanno fatto enormi sacrifici per comprarsi una casa».

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