Gatto arrostito, africano se la scampa: “Niente carcere e potrà avere asilo politico”

CRONACA

Di fatto il codice penale italiano non prevede pene per chi uccide animali, anche se domestici, “per necessità”

Di fatto il codice penale italiano non prevede pene per chi uccide animali, anche se domestici, “per necessità”. Dunque, nonostante sia stato  colto in flagranza di reato  e portato subito in caserma, l’immigrato non verrà condannato in base  all’articolo 544 bis del codice penale  che prevede la reclusione da 4 mesi a 2 anni per “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”. A scriverlo è  Il Primato Nazionale .

Semplicemente:  non è stato dimostrato che è stato lui ad ucciderlo , e lui nega di averlo fatto. E poi visto che “aveva fame”, come ha affermato, a prescindere non può ravvisarsi la mancanza di necessità nell’uccidere l’animale.  Una scena così agghiacciante  e intollerabile in una società civile viene quindi derubricata a  gesto non condannabile .

Ma non è tutto. Come ricostruito da  La Nazione , lo straniero è stato accolto per un periodo nel  centro per immigrati “Le Caravelle” a Riotorno , in provincia di Livorno. Al momento però è senza fissa dimora. E adesso è in attesa del risultato del ricorso presentato al Tribunale di Firenze per ottenere  lo status di rifugiato . La protezione internazionale gli era stata rifiutata, ma a breve i giudici potrebbero anche cambiare idea e l’ivoriano a quel punto avrebbe anche il  permesso per muoversi liberamente in Italia .

Inserisci il tuo commento